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LAUREL AITKEN (1927-2005)
a cura di Pier Tosi.
Il 17 luglio 2005 si è spento a Londra a causa
di un infarto cardiocircolatorio Laurel Aitken, uno dei pionieri della
musica giamaicana. Era molto noto anche in Italia per i numerosi tour
effettuati spesso usando come backing bands dei gruppi italiani come Radici
Nel Cemento, Arpioni e Franziska. Laurel Aitken è nato nel 1927
a Cuba da madre cubana e padre giamaicano e si è trasferito in
Giamaica con i suoi cinque fratelli nel 1938. Negli anni quaranta il piccolo
Laurel si guadagna la vita cantando canzoni calypso agli sbarchi di crocieristi
nel porto di Kingston. A 15 anni entra come cantante in gara al famoso
Vere John Opportunity Hour, il contest canoro che si svolge al Kingston’s
Ambassador Theatre. Gareggiando con personaggi come Owen Gray e Jackie
Edwards, Laurel Aitken vince il contest per varie settimane di seguito
e diventa noto come uno dei migliori cantanti della città. Le sue
prime registrazioni sono con Stanley Motta, titolare della Caribbean Recording
Company: per Motta Laurel registra ‘Roll Jordan roll’ e ‘Boogie
Rock’. Nel 1958 la grande svolta arriva alla registrazione di ‘Sheila’
e ‘Boogie in my bones’ per il produttore inglese Chris Blackwell
(lo stesso che in seguito porterà al successo internazionale Bob
Marley). Il boogie giamaicano di ‘Boogie in my bones’ avrà
un successo enorme ed il brano dominerà per un anno intero le classifiche
giamaicane. Tra il 1958 e il 1960 Aitken registerà numerosi successi
nello stile che precedette lo ska come ‘Bartender’ e ‘Brother
David’ per Ken Khouri, ‘Judgement day’, ‘More
whisky’, ‘Mighty redeemer’ e ‘Zion’ per
Duke Reid e ‘Remember my darling’, ‘The saint’,
‘I shall remove’ e ‘Zion City’ per Leslie Kong.
Nel 1960 all’apice del successo Laurel si trasferi’ a Londra
dove registro’ materiale per la Bluebeat label di Emil Shallitt,
uno dei pionieri della commercializzazione dei dischi giamaicani in Inghliterra.
Negli anni successivi il ‘padrino’ viaggiò costantemente
tra Londra e Kingston registrando brani di successo in entrambe le città.
Tra questi ‘Adam & eve’, ‘Bad minded woman’,
‘Lucille’, ‘Sixty days and sixty nights’, ‘Leave
me standing’ e ‘The lion of Judah’. Alla fine degli
anni sessanta Laurel cavalcò in Inghilterra la moda dello ‘skinhead
reggae’ diventando molto popolare sia tra gli immigrati West-Indians
sia tra gli skinheads inglesi. Tra i suoi successi in questo stile esuberante
abbiamo ‘Woppi King’, ‘Haile Selassie’, ‘Skinheads
train’, ‘Rise & fall’ ed il famoso ‘Pussy
price’. Con l’avvento del roots reggae la figura di Laurel
Aitken spari’ dalla circolazione per riemergere alle fine degli
anni settanta grazie allo ska-revival patrocinato da nuove bands come
Specials, Madness e The Selecter. Da quel momento Laurel ha iniziato nuovamente
a celebrare il suo mito girando il mondo e registrando nuovamente i suoi
vecchi classici accanto a nuove bands. Nel gennaio 2004 questo veterano
era stato colpito da un infarto e si temeva per la sua vita, anche se
un recupero lo aveva riportato in scena nel gennaio di quest’anno
per un concerto-tributo. E’ presente un reportage di Patrizia Di
Rosa su questo evento, leggibile a questo link
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