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Biografia di Bushman
a cura di Pier Tosi.
Bushman (il suo vero nome e’ Dwight Duncan) e' nato nel 1974
nel piccolo parish rurale di Prospect Beach nella zona di St. Thomas ed
e' cresciuto in un ambiente Rasta, anche se ha iniziato le prime esperienze
di cantante nel coro della chiesa locale all'eta' di nove anni. Durante
la sua adolescenza Dwight continua il suo training di artista sotto il
nome di Junior Melody e diventa anche selector del locale Black Star Line
Sound System, e ben presto si reca a Kingston per cercare di avere l'opportunita'
di registrare il materiale che ha scritto.
L'opportunita' arriva ben presto ed il giovane diviene un pupillo di Steely
& Clevie che gli danno l'opportunita' di registrare i primi singoli
ottimamente accolti: 'Grow your natty' e 'Call the hearse'.
Questi due singoli sono tra i brani portanti del suo ottimo debut album
'Nyah man chant' del 1997, ma a questo punto per vari motivi, alcuni dei
quali anche spiegati dalla intervista che segue, il suo nome si perde
un po' ed il giovane artista non prosegue la parabola ascendente che,
con un affermato album sul mercato mondiale come 'Nyah man chant', appare
come gia' segnata.
Nel 1999, il periodo di stasi seguito all'abbandono di Steely & Clevie
e' interrotto magicamente oltre da alcuni ottimi singoli su varie etichette
jamaicane, da una nuova importante partnership col leggendario King Jammy
che gli produce lo stupendo album 'Total commitment', uno dei migliori
reggae albums usciti in quell'anno.
Bushman appare veramente molto maturato rispetto ai suoi esordi anche
se la sua voce ricorda notevolmente quella di un altro sensazionale cantante
roots dei nostri tempi e cioe' Luciano.
Rientrato totalmente nell'ambiente discografico jamaicano Bushman registra
anche alcuni singoli sensazionali come 'I burn' sulla etichetta Calibud,
'Life' sulla Pick Out label (il testo racconta proprio le vicende della
sua vita) oppure il magnifico 'Extortioners', prodotto da Donovan Germain
sulla sua Penthouse label.
Nell'autunno del 2000 esce sulla etichetta americana Artist Only! un suo
album di profilo inferiore prodotto dalla crew inglese Stingray con il
titolo 'A better place'.
Sempre nel 2000 esce un suo live album intitolato 'Live at the Opera House'
sulla Kings Of Kings label di Iley Dread e Bushman si lega al cantante/manager
sia per cio’ che riguarda i concerti (Bushman arriva per la prima
volta in Italia alla fine del 2001 con Iley Dread e Chrisinti proprio
in occasione di un Kings of Kings Revue Tour) sia con vari buoni singoli
per l’etichetta rosso-verde.
Nel 2001 su Greensleeves esce l’album ‘Higher ground’
sulla Greensleeves label: se questo album non raggiunge i livelli d’eccellenza
del precedente ‘Total commitment’ (il producer come nel caso
del precedente e’ sempre King Jammys) si tratta comunque sempre
di un ottimo lavoro tra i migliori album roots di quell’anno.
Bushman continua a concedersi con molta parsimonia sul mercato dei singoli
e l’unica sua uscita di lunga durata del 2002 e’ ‘Toe
to toe vol.2’, un CD che l’ottimo cantante spartisce con Luciano
sulla etichetta inglese Jet Star.
Il suo e’ un ritorno in grande stile nel 2004 con ‘Signs’,
un ottimo roots album autoprodotto di cui Bushman parla nella sua intervista
piu’ recente pubblicata su Vibes On Line. Secondo una tradizione
che vuole che spesso escano contemporaneamente diversi lavori degli stessi
cantanti, piu’ o meno nello stesso periodo la Jet Star riprende
il materiale di ‘A better place’ e lo ripropone con un paio
di tracce in piu’ con il titolo di ‘My meditation’.
A parte questa riproposizione ‘Signs’ e’ un lavoro molto
maturo e una sorta di capolavoro e mette in luce Bushman come uno dei
migliori roots artists della sua generazione. Speriamo di non dover attendere
troppo un degno successore a questo album.
Di Bushman abbiamo ben due interviste su queste pagine: la prima
fatta a Firenze nel novembre del 2000 e la seconda
fatta quasi quattro anni esatti dopo a Nonantola nel dicembre del
2004 durante il suo recente tour con Warrior King.
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Vibesonline.net - 2001
Vedi su Vibesonline.net: Intervista
con Bushman del 2001
Intervista con Bushman del 2004
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