 |

L'ASSOLUZIONE DI BUJU BANTON E LA GIUSTIZIA IN GIAMAICA
Maria Carla Gullotta.
Il 19 gennaio Mr Banton e l'altro indiziato per l'aggressione
a tre gay sono stati assolti. Avrei voluto scrivere subito perchè
credo che visto che ho lanciato il sasso, fosse mio dovere anche spiegare
cosa è successo. Chiedo scusa ma ero troppo incazzata percio' ho
aspettato di sbollire per non rischiare di dire cose non corrette. Ma
so che ci sono state richieste di chiarezza e mi pare necessario dare
le notizie che ho.
Prima di tutto vi invio la sentenza del giudice per il caso di Buju. La
sentenza e il discorso del giudice, una donna, sono state stenografate
e le riporto per intero:
" After examining the witnesses statements and the full case, I state
that there is no evidence enough to set a trial. The witnesses were reluctant,
one of them did not show up in court ,and they ,for what they are cannot
be trusted, So MR Myrie and Mr .... I send you free from any charge But
I have to tell you that I know that what happened in that yard is wrong
,that some violent actions have been committed and I think you should
stay far from violence and from any form of aggression. I hope you will
behave in a different way now and I wish that your behaviour can be wiser
You dont' need to attack people sharing a different life style Please
remember and go now"
Traduzione " Dopo aver esaminato le deposizioni dei testimoni ed
il caso nell'insieme, delibero che non ci sia sufficiente evidenza per
affrontare un processo. I testimoni erano riluttanti ,uno di loro non
si è presentato in corte, e essi, per quello che sono ,non sono
persone affidabili. Percio' Mr.. e Mr... vi dichiaro liberi da ogni accusa
ma ho da dirvi che so che quello che è successo in quel cortile
è sbagliato, che qualche azione violenta è stata commessa
e credo che voi dobbiate tenervi lontani dalla violenza e da qualunque
forma di aggressione. Spero che d'ora in poi vi comporterete in modo diverso
e mi auguro che il vostro comportamento sia piu' saggio Non avete necessita'
di attaccare persone che vivono in modo differente Vi prego di ricordarlo
Andate"
Questo è quanto detto a chiusura del processo.Quello che vorrei
fare sapere a chi non vive in Giamaica è che se sei un poveraccio,
se non hai soldi e potere, non puoi fare affidamento sulla giustizia in
alcun modo. Il processo a Mr Banton si è concluso con una assoluzione
cosi come noi dei gruppi a difesa dei diritti umani abbiamo perso tutti
i processi Ci siamo uniti per seguirli e le sigle sono Amnesty International,
Jamaicans for Justice, Indipendent Jamaica Council for Human Rights, Fast
e Farquharson Institute. Ci siamo uniti per affrontare insieme sia la
presenza nelle aule, sia il costo, altissimo per le nostre tasche, di
processi che richiedono buoni avvocati.
Abbiamo perso il processo contro Reneto Adams, superintendent del corpo
speciale della polizia, e contro i suoi uomini in un processo dove l'evidenza
era incontestabile e 4 persone, due uomini e due donne, erano state uccise
a freddo Abbiamo perso il processo in difesa di Jason Smith, ragazzo ucciso
dalla polizia e stiamo per perdere quello dell'uccisione di Sandra Sewell
,volontaria per la pacificazione del ghetto di August Town, uccisa , insieme
ad un ragazzo di 17 anni, durante un pattugliamento dei soldati. Lei stava
bevendo una coca e aveva in mano il telefonino.
Se è vero che ognuno ha il dirtto di essere considerato innocente
finchè la sentenza non decida se lo è, in Giamaica accade
tutte le settimane che si mandino liberi coloro che sono colpevoli. Il
processo a Buju Banton non è stato il piu' doloroso di questo ultimo
anno, visto che il pericolo costituito delle azioni di Mr. Adams è
molto piu' concreto, ma segue lo stesso principio e questo è difficile
da accettare Non si tratta di perseguitare nessuno si tratta di sapere
con grande amarezza che difendere la gente qui è una impresa che
fa quasi sempre a finire male. Si tratta di dover dire a chi viene a cercare
aiuto che non siamo affatto sicuri di poter promettere che otterra' giustizia
In realta' la povera gente, Marley li chiamava sufferers, lo sa bene ed
è per questo che spesso è tentata di farsi giustizia da
sola. Si chiama mobbing, vuol dire praticamente linciaggio ed è
una pratica sempre piu' diffusa perchè manca la fiducia nella possibilita'
di vedere riconosciuti i propri diritti offesi. E' una faccenda pericolosa
perchè riporta dritti alle leggi della jungla ma è difficile
incoraggiare chi subisce sempre e comunque, a fidarsi della legge.
Questo è il mio commento come coordinatrice di un gruppo a difesa
dei diritti umani.
Come reggae lover invece vorrei dire papale che resto sempre piu' sconcertata
da alcune prese di posizione di alcune persone che amano il reggae in
Italia. Mi pare sacrosanto volere sapere ma mi pare cosi poco coerente
diffondere solo alcune notizie e ignorare quelle che ci creano problemi.
Buju era un problema difficile da digerire e non sono stati in molti che
hanno pensato che la sua assoluzione rientrasse nella logica giamaicana.
Jah Cure ha pesantemente minacciato la direttrice di Irie FM, che ha subito
telefonate minatorie in radio e un'aggressione mentre faceva jogging cosi'
ha dovuto cambiare casa va in giro con uno che le copre le spalle e la
radio ha denunciato tutto cio pubblicamente. Ne è arrivata notizia
in Italia? Magari si, non sempre leggo tutto, ma non credo che ci sai
stata nessuna discussione su questa storia. Mentre non ci sono dubbi nel
chiedere che Jah Cure sia liberato Vorrei tanto che qualcuno si trasferisse
dall'italia in Giamaica per vedere quello che succede e per capire che
qualche cautela nel giudizio dovrebbe essere d'obbligo.
One love
Maria Carla Gullotta
Vibesonline.net - 2006
Per tornare all'inizio pagina
Per tornare all'indice "various" - Back to the "various" index
|
 |

|