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Nella foto: Duccio e Tommy in azione.

Skoolbwoy Sound System: ecletticita' di stile a Firenze.


Continua la nostra inchiesta sui Sounds meno famosi o 'emergenti' e questa volta andiamo a Firenze ad incontrare Skoolbwoy Sound System, una crew in attivita' dal la seconda meta' degli anni novanta.

Sito Internet Ufficiale dello Skoolbwoy Sound System:

http://skoolbwoysound.altervista.org/


D: Quali sono i principali membri della crew?

R: Skoolbwoy Sound è nato, ed è tuttora composto da due elementi: Duccio & Tommy.

D: In che anno vi siete costituiti e da dove e’ nata la passione per il reggae e la decisione di attivarvi come crew?

R: Abitiamo vicino e ci conosciamo sin dai tempi dell'asilo. Nel '93 ci siamo avvicinati all'Hip Hop, e abbiamo pian piano scoperto anche il reggae grazie a serate e trasmissioni radio locali (di Stamina5 e Mama Africa), dove venivano passati entrambi i generi insieme. Nel '95 ci fu Shabba Ranks a Firenze e quel concerto aprì la strada ad un interesse maggiore verso questa musica. Abbiamo iniziato a comprare regolarmente e massicciamente reggae verso il '97. In quegli anni eravamo i dj di una crew fiorentina, e suonavamo già hip hop e ragga, poi nel '99 il gruppo si è sciolto e abbiamo deciso di darci un nome continuando a suonare per conto nostro.

D: Come puo’ essere definita la vostra politica musicale e quali sottogeneri del reggae amate di piu’ suonare?

R: La passione per il reggae è a 360° e suoniamo un pò di tutto, dal roots passando per il vecchio ragga al bashment (compriamo anche 10” e 7” di dub digitale inglese, anche se difficilmente lo proponiamo alle serate).
Abbiamo sempre spinto i pezzi che ci piacevano, anche se non erano hit e se nessuno li suonava, e forse questa è un pò la nostra forza. Suoniamo le hit del momento come le robe più ricercate che magari in tanti non conoscono o non suonano più da anni. Questo è dato anche dal fatto che siamo tutti e due forti collezionisti di dischi.

D: Avete una serata fissa in cui suonare?

R: No, ne avevamo una nel 99, dove facemmo una stagione in un club a Firenze in centro, tentammo una serata fissa in una grossa discoteca di Firenze con un altro sound di amici, chiamando anche ospiti dall’estero, ma come al solito i problemi col gestore fecero andare tutto a rotoli alla seconda puntata. Per il resto abbiamo sempre fatto dancehall a giro, dove capitava, dove ci chiamavano a suonare.

D: I vostri cinque pezzi reggae di ogni tempo?

Bob Marley - Burnin & Lootin
Ras Michael & The Sons Of Negus - New Name Jah Got
Shabba & Maxi Priest – House Call
Supercat – Crazy Love
Maxi Priest – Wild World

D: La vostra serata memorabile, quella di cui vi ricordate di piu’?

R: Ci sono tante serate che ricordiamo, ognuna per qualcosa: per esempio quando aprimmo la serata di compleanno agli Stamina 5 nel ‘99 o una serata in un club a Firenze dove ci avevano sconsigliato di suonare reggae e invece ci ritrovammo alle 2 di notte a prendere un mega forward su "walk a ton" di Supercat, con il locale in delirio.

D: Cosa ne pensate dell’utilizzo dei dub plates nelle dancehalls?

R: Abbiamo sempre amato i dubplates, sia dal punto di vista creativo sia come mezzo di identificazione di un sound sugli altri. Certo sono importanti ma non indispensabili. Comunque sia fa strano vedere come molti si buttano a capofitto a tagliar dubplate senza prima preoccuparsi di ampliare le proprie conoscenze su questa musica e metter su un bell'archivio di dischi, imparando a suonarli soprattutto. La nostra politica a riguardo si basa anche sul fatto di tagliare dubplate di pezzi ai quali siamo affezionati, di pezzi che sono stati nostri anthem in 7” e decidiamo di farli diventare ancora più esclusivi.

D: Come vedete la scena del reggae della vostra zona?

R: Negli Negli ultimi tempi a Firenze sono nati molti sound, e le dancehall hanno un buon seguito da parte del pubblico. C'è ancora molto da lavorare sulla qualità della scena, che al momento, malgrado ben nutrita, manca ancora di di conoscenze e si nota parecchio la differenza con città come Roma, Milano, Bologna, Perugia ecc…dove sicuramente il reggae ha attecchito maggiormente e c’è più conoscenza, grazie al lavoro svolto negli anni da molti sound.


D: Avete un impianto vostro o pensate di costruirvelo?

R: Abbiamo iniziato a costruirci il sound un paio di anni fa, dopo aver precedentemente raccolto tutte le documentazioni del caso. L'abbiamo usato qualche volta (solitamente per la festa che facciamo tutti gli anni il 1 Maggio), ma è tuttora in lavorazione e speriamo di riuscire a completarlo a breve. Il sound system è una cosa bellissima, sentir suonare un’impianto al quale ieri stavi saldando i cavi del woofer è un’emozione unica, una cosa che ti realizza veramente e che ti fa amare ancora di più questa musica.
Il problema fondamentale è che costruire un’impianto costa tanti soldi, soldi che difficilmente riesci ad ammortizzare con serate (perlomeno per quanto ci riguarda). I locali hanno un proprio impianto (anche se il più delle volte scandaloso, ma hanno un loro impianto) e non vogliono sbattimenti sul volume della musica, i centri sociali non pagano abbastanza per far sì che un sound possa portarsi dietro il proprio impianto (almeno per quanto riguarda Firenze), e portare a giro il proprio impianto richiede determinati costi (noleggio furgone per esempio se non ne possiedi uno proprio e spostare materiale di elevato costo), per non contare il tempo e la fatica (scarica l’impianto, monta l’impianto, suona, smonta l’impianto e ricarica….e noi siamo in due!!). Non essendoci insomma le possibilità di utilizzarlo, al momento è tutto fermo, abbiamo deciso di investire i nostri soldi in altre direzioni. Speriamo in un futuro prossimo di poterlo concludere e soprattutto utilizzare. Quello che crediamo noi è: fatti le tue storie, viaggia all’estero e vedi come funziona fuori dalla tua città, compra dischi, spendi tempo per imparare a suonarli, amplia le tue conoscenze il piu’ possibile, poi inizia a pensare all’impianto e ai dubplate.

D: Quali sono le vostre principali aspirazioni?

R: Beh sono tante, sicuramente cercare di migliorare sempre più, ampliare le nostre conoscenze in materia (non si finisce mai!!), e cercare di farci conoscere il più possibile in giro, sia in Italia, sia in un futuro, anche all’estero.

 


Vibesonline.net - 2005

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