

Nella foto: i membri di Pampanella Sound.

Pampanella Sound: Reggae music tra il
Molise e l'Emilia
Continua la nostra inchiesta sui Sounds
meno famosi o 'emergenti' e questa volta incontriamo Pampanella Sound
Squad, una crew attiva tra Termoli, in Molise e Bologna.
Sito Internet Ufficiale del Pampanella Sound:
http://www.pampanella.com/
D: Quali sono i principali membri della crew?
R: Pampanella crew è formata da Mr Law (selector & riddim
builder), Gozzoman (selector), Rastagialla (factotum), Junior Lucio, O’Leezo
& Bradah Lele (sing j’s). Siamo nati e cresciuti a Termoli,
Molise, ma da tanti anni siamo sparsi in Emilia Romagna fra Parma e Bologna.
D:In che anno vi siete costituiti e da dove e’ nata la passione
per il reggae e la decisione di attivarvi come crew?
R: Il progetto Pampanella risale al 1997 quando, dopo aver acquistato
i primi vinili, abbiamo iniziato a diffondere reggae music in Molise,
la nostra piccola/grande regione. Siamo giunti al reggae da percorsi differenti:
alcuni suonavano punk rock, altri approfondivano da tempo il rap come
mc’s, altri la musica popolare, Bradah suonava la batteria con gli
AKS, ottima ska band di Termoli ormai sciolta. Le prime vibes ci sono
arrivate da Marley e dalla scena italiana dei primi 90’s, soprattutto
99Posse, Almamegretta e SSS. Il reggae ci ha rapiti e abbiamo deciso di
fruirne tutti insieme.
D: Come puo’ essere definita la vostra politica musicale
e quali sottogeneri del reggae amate di piu’ suonare?
R: La nostra politica musicale si regge su due pilastri: 1)divertirsi;
2)diffondere reggae music.Ci piace anche cimentarci con la costruzione
di riddims e con il canto. Il materiale si può scaricare liberamente
all’indirizzo http://www.pampanella.com.
Quanto ai sottogeneri, Mr Law predilige il roots reggae, il new roots
e la prima dancehall, Gozzoman esplora maggiormente l’universo ragga.
A pensarci bene, però, le nostre dancehall sono più orientate
sullo “skank-reggae”: roots, new roots e dancehall con skank.
D: Avete una serata fissa in cui suonare?
R: Attualmente suoniamo ogni lunedì al Soda Pops di Bologna ed
una volta al mese al Camaleon di Parma.
D: I vostri cinque pezzi reggae di ogni tempo?
Bob Marley & the Wailers – Crazy
Baldhead;
Yabby You – Conquering Lion;
Dennis Brown – Revolution;
Barrington Levy – Here I come;
Tenor Saw – Run from progress.
D: La vostra serata memorabile, quella di cui vi ricordate di
piu’?
R: Discoteca VOG, Termoli, dicembre 2003, veglione del Liceo classico:
dobbiamo suonare circa un’ora prima del dj house. Iniziamo davanti
al muro rovente dei giovani massicci, solo big big tunes. Luciano al microfono
è loquace come non mai, saltano puntine, puuuull uuup!!!
Dopo quaranta minuti circa il dj di house piuttosto irritato, chiedeva
la console. Gli abbiamo spiegato che mancava poco alla fine. Lui risponde
male e se ne va minacciando. Dopo pochi istanti due buttafuori caricano
Luciano e lo sbattono fuori dal locale, al freddo senza giubbotto. Basiti,
ci consola il ripetuto “non mollate mai” dei massicci ed il
fatto che la pista con la house è apatica e senza carattere. Veglionissimo!
D: Cosa ne pensate dell’utilizzo dei dub plates nelle dancehalls?
R: E’ un fenomeno ambivalente. Da una parte, si converrà
che è piacevole per un diffusore di musica avere materiale esclusivo,
dall’altra, non si può negare che il fenomeno, così
come si è sviluppato, lascia perplessi sotto vari profili, primo
fra tutti quello della eccessiva mercificazione. Ancora oggi noi usiamo
“rincorrere” ai concerti gli artisti e catturarle jingles
con un piccolo registratore a microcassetta. Abbiamo “tagliato”
anche qualche dubplate, soprattutto di artisti italiani meridionali.
D: Come vedete la scena del reggae della vostra zona?
All’inizio abbiamo dovuto agire su un terreno “vergine”,
con tutte le difficoltà che ciò comporta. Ora la scena reggae
in basso Molise è sicuramente in crescita, come ovunque. Questo
soprattutto grazie alla potenza innata del reggae, alla diffusione di
vibes da parte di network televisivi e radiofonici e, forse, anche grazie
al nostro piccolo contributo. A Termoli, città che ha sempre avuto
un ottima scena rap/hip hop che ruota attorno al “dada” Jonny
G, ci sono tante nuove leve che spingono reggae music. Permangono, tuttavia,
numerosi ostacoli di carattere logistico nel senso che le annose difficoltà
di dialogo con le pubbliche autorità ed un certo ristagno nel giro
dei gestori dei (pochi) locali non aiutano lo sviluppo della scena. Si
ricordano più dancehall interrotte dalle forze dell’ordine
che feste fino all’alba in spiaggia.
Ad ogni modo viviamo da tempo in Emilia e sono palesi le differenze con
il Molise: la mentalità dei gestori di locali (che, come deve essere,
accettano il rischio innato alla loro attività), e l’abitudine
dei cittadini a dialogare con le istituzioni locali (penso all’ottima
esperienza degli amici che ruotano attorno al progetto BoomBap ad Idice).
Torniamo a far bruciare la costa molisana nei periodi delle festività
e d’estate.
D: Avete un impianto vostro o pensate di costruirvelo?
R: Non abbiamo un nostro impianto per ragioni logistiche: avevamo pensato
di investire nel sound ma abbiamo realizzato che sarebbe impossibile gestirlo
per ragioni pratiche: viviamo in condizioni di precariato e non sappiamo
dove ci porteranno a stabilirci fisicamente gli eventi. Ci sarebbero enormi
problemi su dove “parcheggiare” il sound, come trasportarlo...
Un domani, quando saremo più “stabili” ci penseremo
seriamente.
D: Quali sono le vostre principali aspirazioni?
R: Cercare di fer collimare le nostre attivita lavorative con la passione
per la musica giamaicana in modo da permetterci di continuare a divertire
e divertirci.
Vibesonline.net - 2005
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