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FIRE FOUNDATION: BASHMENT NELLA FREDDA BOLZANO


Nella foto: Fire Foundation in action!


Continua la nostra inchiesta sui Sounds meno famosi o 'emergenti' e questa volta incontriamo Fire Foundation Sound, una crew attiva tra Bolzano e Bologna.
sito internet: http://www.firefoundation.it


D: Quali sono i principali membri della crew?

R: Sono Pagoda (speaker e dj), Mr. Bassie (selecta) e Furba (sing-jay),anche se ormai per questioni di lavoro è più facile che nei live vediate solo i primi due e furba fa principalmente lavori di studio (rmx,riddim) per la sua Yurrena Records.

D:In che anno vi siete costituiti e da dove e’ nata la passione per il reggae e la decisione di attivarvi come crew?

R: Come molti soundboy prima facevamo hip hop, e per prima significa quando eravamo veramente piccoli, più o meno dai 14 i 18 anni. La musica c’è sempre servita per non impazzire in una città piatta e fredda come Bolzano. I nostri riferimenti erano i Sud Sound System, i 99Posse, Frankie-Hi-Nrg, Neffa e Sangue Misto, Lou X… ci piaceva la musica e ci piacevano i testi. L’unione di basso e batteria con tematiche coscienti ha cambiato irrimediabilmente le nostre vite, poi l’estate del 2000 eravamo tutti dal Pagoda che è di famiglia salentina e lì abbiamo visto la prima dance hall:una pirata alle Due Sorelle a Torre Dell’Orso (quelli sì che erano tempi..) altro cambiamento radicale delle nostre esistenze…l’anno dopo abbiamo mischiato i generi nei dj set che già facevamo a Bolzano finchè nel settembre del 2001 abbiamo deciso di fondare il Fire Foundation Sound dove la musica jamaicana rappresenta il 99% della nostra selezione!

D: Come puo’ essere definita la vostra politica musicale e quali sottogeneri del reggae amate di piu’ suonare?

R: A noi interessa il reggae sotto due aspetti direi ugualmente importanti: tecnica e coscienza.
Tecnica: significa che cerchiamo di mettere la massima professionalità in quello che facciamo, il jugglin’ deve essere perfetto, gli speeches a tempo e fomentanti, la selezione continua anche fra un riddim e l’altro. Noi non ci divertiamo se non facciamo uno spettacolo di qualità, d’altronde fare dance hall non è poi così difficile ed è un peccato farla male.
Per quanto riguarda la coscienza, per noi il reggae è musica ribelle quindi va da se che il massimo dell’impegno non può essere parlare solo di erba ma sia negli speeches che nelle canzoni cerchiamo di promuovere la nostra visione del mondo cioè senza guerre, con una maggiore uguaglianza e giustizia sociale, senza brutalità poliziesche e senza precarietà . In una parola siamo contro il neo-liberismo (per capirci il cantante italiano preferito dal Pagoda è Nandu Popu). Tutto questo cerchiamo di farlo senza mettere la musica in secondo piano come spesso accadeva nel periodo delle posse ma cercando di realizzare una fusione virtuosa dei due aspetti, il che per come la vediamo noi è il vero spirito del reggae.
Per concludere il genere che preferiamo di più (senza trascurare gli altri) è decisamente il bashment old school.

D: Avete una serata fissa in cui suonare?
R: Ne abbiamo avute per lunghi periodi in due locali di bolzano,attualmente no. Abbiamo comunque un programma radio a Radio Tandem di Bolzano il venerdi' dalle 18 alle 19.30.

D: I vostri cinque pezzi reggae di ogni tempo?

Pagoda:
Who dem - Capleton
Peace cry - Beres Hammond/Bounty Killer and more
Romie - Beenie Man
Look - Bounty Killer
Backshot - Spragga benz/Lady Saw

Mr.bassie:
The Heptones – Mr. President
Luciano – Over the Hills
Garnett Silk/Buju Banton - Complaint
Half Pint – Level the Vibes
Ward21 - Petrol

D: La vostra serata memorabile, quella di cui vi ricordate di piu’?

R: Sono parecchie,in ordine di tempo: la prima festa di Radio Tandem a Bolzano, le mitiche dancehall all’Angi Pub di Pergine(TN), la volta che aprimmo il concerto dei S.S.S. sempre a Bolzano, la prima volta che suonammo alla scogliera di S.Andrea(le) a una delle dances pirata che organizzavano Ponci, Calabrino e Apache e la serata con i Kebana al livello 57(al mitico substalingrado!) ,il capodanno 2006 alla Treibhouse di Innsbruck e il Mota Festival in Spagna quest’estate…

D: Cosa ne pensate dell’utilizzo dei dub plates nelle dancehalls?

R: Una volta erano una cosa bella e originale ma oggi sono solo business. E' tristissimo vedere alcuni sounds che vanno alla ribalta senza avere un minimo di abilità solo perché hanno un sacco di soldi e quindi una valanga di dubplates. Inoltre c’è la mania di farli sulla stessa base dell’originale magari via internet e alla fine girano sempre i soliti dubs e li senti identici in ogni dancehall, dal nord al sud d’Italia e non solo, cambia solo il nome del sound che se l’è fatto fare…Tanto vale comprarsi il dischetto e suonare l’originale. Noi ne abbiamo quasi una ventina ma tutti italiani e nessuno pagato: saremmo disposti anche a pagarne qualcuno ma per il momento sicuramente solo di italiani; forse in futuro,dopo aver finito di costruirci il sound, qualche dub jamaicano lo taglieremo ma con molta parsimonia e solo perché purtroppo il dance hall business li richiede,ma non è affatto detto che poi lo faremo veramente,se accadrà saranno dubplates solo di pezzi che sentiamo profondamente “nostri”,che hanno seguito il nostro percorso, sapendo che sono comunque marchette troppo ben pagate .

D: Come vedete la scena del reggae della vostra zona?
R: Noi a Bolzano e dintorni siamo l’unico sound, ci sono più gruppi ed alcuni ben radicati che da anni fanno concerti live spesso in zona ma non è ancora una scena come le migliori perché è veramente difficile trovare posti dove suonare fino ad orari decenti, siamo sempre in faida con la polizia e su 5 locali che sono entrati in una lista nera di locali “troppo” rumorosi pubblicata dal giornale locale 4 erano quelli dove suonavamo noi….Facciamo molte dance anche in trasferta,soprattutto a Bologna dove vive il Pagoda.

D: Avete un impianto vostro o pensate di costruirvelo?

R: Si, ce l’abbiamo ,recentemente l’abbiamo ampliato con l’acquisto di due scivoli dal mitico DJ Trix ma per il momento abbiamo gli strumenti per farne suonare meno della metà di quello che è il suo potenziale.

D: Quali sono le vostre principali aspirazioni?

R: Fare della dance hall della miglior qualità possibile e lanciare un messaggio cosciente per chi viene a sentirci. Ciò che cerchiamo di ottenere è che uno vada a casa da una nostra dance hall dopo aver ballato per ore senza pause o momenti fiacchi e con qualcosa su cui riflettere in termini di politica intesa come vita reale: musica & coscienza una accoppiata che non conosce rivali!




 


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