
Tribu' Acustica
A cura di: Pier Tosi e Mimmo Superbass
Nonostante conoscessi parecchie cose della Tribu' Acustica e avessi gia'
sentito e programmato in radio il bellissimo singolo 'In this time'
(ovviamente con Max Romeo...) devo dire che non li avevo mai sentiti suonare
fino al concerto romano di presentazione del CD con Max Romeo, o meglio al
momento in cui i ragazzi hanno affrontato il soundcheck, spandendo le loro
note acustiche nell'area esterna del CSOA La Torre.
Tribu' Acustica sono in effetti un gruppo live: il loro viaggio alle radici
della musica, che sia reggae o tarantella, rende loro estranee le
contraffazioni sonore, ne fa un gruppo di cui si e' in grado di catturare
istantaneamente l'essenza, un gruppo alla ricerca delle similitudini tra le
musiche del popolo diverse tra loro, ma comunque affini nei sentimenti che
hanno contribuito a generarle. Forse in quest'epoca di rumore e di continuo
cercare di apparire cio' che in realta' non si e', sono coraggiosi a suonare
questa musica dal respiro umano, che appare nuda, senza alcuna mediazione
sonora. Probabilmente il loro coraggio deriva dal fatto che sono veramente
bravissimi.
Ecco di seguito un'intervista registrata da Pier e Mimmo appena il concerto
di Max Romeo era finito e la Tribu' smontava i suoi strumenti:
Giulio e Adriano: Allora, la Tribu' Acustica e' composta da Giulio Ferrante
al basso, Adriano Bono alla chitarra classica ritmica, Danila Massimi alle
percussioni insieme a Giuliano Lucarini, Valerio Guaraldi alla chitarra
acustica, Salvatore Mostacci al mandolino e Caterina Quaranta al flauto e
poi spesso abbiamo degli interventi esterni di Stefano Cecchi e Andrea
Pagani, rispettivamente tromba e trombone dei Radici Nel Cemento, e poi
siamo aperti ad ogni apporto di chiunque voglia unirsi a noi e dare un
contributo...
D: Come mai avete deciso di suonare questa musica acustica, legata alle
radici del reggae?
Adriano: Perche' pensiamo che la musica jamaicana che tanti apprezzano non
e' stata valorizzata in tutti quanti i suoi aspetti. Per esempio c'e' un
periodo storico in cui andavano fortissimo generi come il calypso, il mento
oppure il nyabinghi in una nicchia piu' ristretta, tutti generi che oggi
vengono ascoltati molto meno di quanto meriterebbero, perche' comunque hanno
contribuito tanto per fare il reggae cosi' come oggi viene apprezzato da
tantissime persone nel mondo.
D: Una serie di domande rispetto all'uso delle percussioni che sono la base
del reggae: come voi studiate le forme ritmiche della musica jamaicana?
Qual'e' la vostra esperienza rispetto alle tradizioni? C'e' un approccio
spontaneo o c'e' lo studio di riferimenti precisi?
Danila: Intanto c'e' lo studio, di base, che dura tutta la vita in un'
ottica di ricerca personale poi applicata alla musica che suoni...
R: Ricerca nel senso di ascolto di fonti?
Giuliano: Diciamo che per cio' che riguarda l'uso di certe percussioni come
le congas e le percussioni cubane, noi stiamo studiando proprio il folklore,
ovvero gli usi tradizionali di questi ritmi di derivazione africana. Per
cio' che riguarda l'aspetto della musica jamaicana, del nyabinghi, c'e'
un'altra ricerca del genere, anche forse piu' personale, e noi cerchiamo di
riprodurre quello che a noi sembra il battito del cuore del nyabinghi e
cerchiamo di renderlo piu' veritiero possibile...
Danila: Quindi andiamo a cercare le radici, e questo ha un senso profondo,
perche' da li si puo' partire per attuare delle comunioni culturali molto
ampie, anche rispetto a qualsiasi altro suono si possa poi amalgamare alle
percussioni. Partendo dalle radici ci sono delle basi molto solide anche per
fare escursioni a tutti i livelli rispetto a queste radici. Per esempio
questo e' un gruppo esclusivamente acustico, pero' in effetti avete sentito
che qualsiasi piccolo delay o qualsiasi piccolo suono dub, durante il
concerto, gia' comunque apre in modo coerente perche' c'e' una profonda
ricerca sulle radici. E' un po' come un discorso a ritroso che pero' ci
aiuta a spingerci in avanti...
Giuliano: Questa cosa ci accomuna un po' tutti: piu' andiamo indietro e piu'
ritroviamo un passato in comune.
D: Riuscite a trovare un collegamento con le forme ritmiche della tradizione
popolare italiana?
Adriano: Ci sono grandi affinita' tra il calypso e la tarantella: hanno
praticamente la stessa cadenza ritmica. Se per esempio ascoltiamo dei brani
di moderno reggae legato al calypso, ci accorgiamo che la cadenza e' la
stessa della tarantella...(Adriano canticchia il riddim di alcune canzoni
per spiegarsi)
Danila: Basta scendere in Salento e chiedere un attimo a loro e ti diranno
che in sintesi la magia della taranta sta in un miscuglio di due e tre
battute, questo miscuglio arcano e' la vera magia e si trova ovunque, nella
musica popolare in tutto il mondo.
D: Come questa esperienza importante con Max Romeo vi ha condizionato o
cambiato i vostri progetti?
Danila: Ci ha molto influenzati, intanto nel fatto che bisogna essere molto
bravi a seguirlo sul palco qualsiasi cosa succeda, anche perche' abbiamo
provato poco. Per il resto mi ha dato molti stimoli per cercare di essere
sempre il piu' professionale possibile e sempre all'altezza della
situazione, sperando ancora che Tribu' Acustica continui a coinvolgere
naturalmente personaggi il piu' interessanti possibile. A livello di
progetti, il disco sta per uscire e ancora non ti posso dire nulla...noi
stiamo per partire per Cuba dove staremo tre mesi per studiare le
percussioni.
Giuliano: Per quanto riguarda Max Romeo, lo siamo andati a prendere ieri
all'aeroporto e lui ci ha detto subito che in Jamaica ha fatto sentire il CD
ed e' piaciuto moltissimo. Speriamo che quindi possa nascere qualche
coinvolgimento per Tribu' Acustica...
D: Parlatemi del tempo speso in studio a registrare...
Adriano: E' un progetto molto in stile jamaicano, cioe' si entra in sala e
si suona subito, cercando di fare tutto il meglio possibile con i mezzi
magari limitati di una neo-etichetta. Direi che il risultato e' ottimo.
D: Quindi gli arrangiamenti venivano da soli?
Adriano: Si, la Tribu' Acustica si riunisce e suona e questo e' il nostro
spirito. Magari poi alcune cose si aggiustano a tavolino ma e' quasi tutto
affidato al feeling del momento. Ne approfitto per dirti che uscira'
comunque anche un altro nostro lavoro con la etichetta Gridalo Forte.
D: In quale genere dobbiamo catalogare i vostri CD nella nostra collezione
di dischi?
Adriano: Be, le etichette non piacciono a nessuno, pero' ogni tanto, per
ragioni pratiche bisogna usarle, cosi' direi che la nostra puo' essere World
Music, musica popolare che unisce varie forme affini.
Giulio: Si, nei nostri dischi c'e' del reggae, dal calypso, del mento, del
dub, del merengue...Mentre registravamo il CD Gridalo Forte, ci era rimasto
un po' di tempo ed abbiamo improvvisato un pezzo che alla fine ci e'
piaciuto e sara' nel disco, e questo pezzo segue una ritmica cubana e non ha
niente di jamaicano, ma a noi piace e quindi noi non vogliamo precluderci
nulla e suoniamo.
D: parlatemi di questo disco della Gridalo Forte. L'avete registrato con
Kaki Arkarazo??(produttore basco ex membro di Negu Gorriak e molto legato
all'etichetta Gridalo Forte NDA).
Adriano: Si, il Cd e' stato mixato interamente live in fase di registrazione
dopo avere sistemato i livelli durante le prove. E' un vero disco live,
registrato con un vecchio stile, senza sovraincisioni.
Giulio: Registrarlo e' stato molto faticoso perche' suonavamo sempre tutti
insieme ed a ogni errore si ricominciava da capo. Pero' ne siamo
soddisfatti.
Adriano: E' un sistema che ha catturato veramente lo spirito della Tribu'
Acustica. Noi non siamo perfezionisti e cio' che conta e' questo spirito.
D: Parlatemi delle cover che scegliete di suonare.
Adriano: La rosa delle nostre cover rappresenta una panoramica sul reggae: a
noi piace fare un viaggio attraverso la musica jamaicana che parte dalle
origini, tocca un po' tutti gli stili e si ricongiunge con le nuove
tendenze.
Giuliano: E' un po' il nostro reale percorso: abbiamo incominciato ad
ascoltare il reggae dai dischi degli anni settanta, dopodiche', attraverso i
Jolly Boys abbiamo conosciuto il calypso ed il mento. Poi abbiamo conosciuto
i Mystic Revelations of Jah Rastafari ed il nyabinghi e la musica religiosa
e continuando a cercare troviamo tante altre fonti diverse e credo che non
fermeremo la ricerca.
Vibesonline.net - 1999
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