
Radici Nel Cemento. Varie interviste.
A cura di: Pier Tosi
Ho avuto la fortuna
di incontrare ed intervistare varie volte durante gli ultimi tre anni
Radici Nel Cemento e mi sembra quindi opportuno mettere insieme le varie
parti di queste interviste per proporre una sorta di storia della band
romana in un periodo molto importante della sua storia.
La prima parte dell'intervista e' stata registrata nel maggio 1998 in
diretta radofonica a Radio Citta' 103 Bologna, in studio c'erano Adriano
ed il tastierista Willy (ora non piu' con le Radici...) ed era appena
uscito il secondo CD della band 'Popoli in vendita'.
Anche la seconda parte proviene da una diretta radiofonica a Radio Citta'
103 Bologna prima di un loro concerto bolognese nel maggio 2000, ed ancora
una volta al microfono rispondeva Adriano.
La terza ed ultima parte e' stata registrata nel backstage dell'Estragon
di Bologna il 16 maggio 2001 ed insieme all'immancabile Adriano rispondevano
quasi all'unisono alle domande Giulio (basso) e Giorgio (chitarra e voce).
RADICI
PARTE PRIMA...(1998)
D: Raccontatemi
un po' come vi siete formati..
R: Prima eravamo un gruppo di amici che il reggae lo ascoltavano solo,
poi c'e' venuto in mente di prendere gli strumenti e incominciare ad imparare
a suonare, magari anche a ruoli invertiti, qualcuno che ha cantato per
un anno poi e' passato a un altro strumento. Dal 1993 in poi abbiamo imparato
un po' il mestiere ed abbiamo accolto nuovi elementi con notevoli abilita'
tecniche, ed ora il gruppo e' come lo vedi...
D: Siete una band
molto numerosa...
R: Si, siamo in molti, abbiamo addirittura due percussionisti e cerchiamo
di caratterizzare la nostra musica anche con questi suoni acustici, abbiamo
una sezione fiati con sax tenore e trombone e quindi non ci mancano i
suoni...
D: Da quanto tempo
esistono Radici Nel Cemento?
R: Diciamo che informalmente abbiamo incominciato nel 1993. Nel 1996 abbiamo
fatto il primo CD e nel 1998 il secondo, quindi siamo ancora giovani e
continuiamo a maturare come band.
D: Avete registrato
'Popoli in vendita' nei Paesi Baschi?
R: Si, siamo stati quasi un mese nei Paesi Baschi grazie ad alcuni buoni
contatti della nostra etichetta, la Gridalo Forte, in un ambiente dove
certa musica funziona meglio che in Italia. Abbiamo registrato con Kaki
Arkarazo in una sala bellissima in un paese di montagna in una dimensione
creativa molto bella. Durante le registrazioni abbiamo fatto anche dei
concerti ed abbiamo suonato un paio di volte in pubblico con Laurel Aitken,
presente la per registrare 'Plantation'. L'esperienza e' stata bellissima
perche' ci siamo resi conto che il popolo basco vive veramente con la
musica sempre presente con, per esempio, bambini e persone anziane insieme
a vedersi un concerto punk...
D: Ovviamente
la musica nei Paesi Baschi e' legata ad un certo discorso politico: anche
voi siete una band abbastanza 'impegnata' politicamente...
R: Noi cerchiamo di raccontare i problemi di chi vive nelle periferie
dove noi viviamo. Non siamo religiosi quindi non siamo per l'approccio
mistico: ci piace raccontare le nostre storie, le storie delle persone
con cui viviamo, la vita di tutti i giorni delle persone comuni...
D: 'Popoli in
vendita' e' un lavoro molto eterogeneo...
R: Si, abbiamo puntato molto su questa eterogeneita' perche tra l'altro
e' anche abbastanza lungo, quindi abbiamo cercato di proporre un genere
che esprimesse varie sfaccettature...ci sono i suoni delle origini, c'e'
il dub, c'e' del calypso all'amatriciana: abbiamo puntato sulla varieta'
e speriamo di accontentare tutti gli amanti della musica jamaicana in
genere...
D: L'ultima volta
che siete stati a Bologna prima di oggi e' stata la stupenda serata con
Laurel Aitken...
R: E' stato un enorme piacere suonare per Laurel Aitken ed anche una ottima
palestra che ci ha consentito una full immersion nei suoni piu' caratteristici
della Jamaica degli anni sessanta, cinquanta e pure quaranta...
D: Nella vostra
citta' ci sono molti sound systems ed anche parecchie reggae bands..
R: Si, Roma offre svariate occasioni di suonare perche' ci sono molti
posti occupati dove e' possibile fare musica del vivo e c'e' un pubblico
reggae gia' formato e sempre numeroso...piu' complicato e' uscire dalla
citta' e dalla provincia ed incominciare a suonare a livello nazionale.
La scena in citta' e' comunque molto compatta e le bands si conoscono
un po' tutte tra loro.
RADICI
PARTE SECONDA...(2000)
D: Partiamo da
'Popoli in vendita': possiamo considerarlo un'esperienza conclusa. Stavi
dicendo prima che non vi rappresenta piu'...
R: Si, da quando il CD e' uscito abbiamo scritto nuove canzoni e ci siamo
accostati a nuovi stili e soluzioni musicali. 'Popoli in vendita' ha quasi
due anni ed era rappresentativo di cio' che eravamo due anni fa. Restiamo
legati a questo disco perche' ha molto contribuito a farci conoscere.
D: Il vostro reggae
e' legato alla realta' che ci circonda come temi dei testi ma le vostre
influenze musicali sono le piu' disparate...
R: Si, il calypso, il dub, lo ska ma anche la tarantella, valzer...diciamo
che noi vediamo il reggae come un contenitore molto ampio che puo' ospitare
qualsiasi tipo di contaminazione e crediamo che questa sia la tendenza
da seguire.
D: Radici Nel
Cemento sono in attivita' dal 1993 circa ed il vostro primo disco e' uscito
nel 1996: siete un gruppo relativamente giovane...
R: Si, pero' in questi anni siamo stati molto attivi sia per cio' che
riguarda i concerti, sia per l'attivita' di registrazione, abbiamo consolidato
un'esperienza ed uno stile abbastanza personale. Musicalmente rimaniamo
legati al roots reggae.
D: Come avete
cominciato a suonare reggae?
R: Abbiamo incominciato insieme come gruppo di amici e nessuno sapeva
gia' suonare, quindi abbiamo imparato a suonare cimentandoci direttamente
con il reggae, cercando di suonare dei classici insieme.
D: Parlando di
Radici Nel Cemento non si puo' assolutamente lasciare fuori un impegno
politico e sociale...
R: Certo, perche' il reggae come lo intendiamo noi e' inscindibile dal
suo contenuto ideologico, il reggae che piace a noi ha sempre propagandato
tematiche sociali ed istanze di liberazione da qualsiasi tipo di oppressione,
anche se questo non significa che il reggae debba essere sempre necessariamente
ed indispensabilmente impegnato. Ci sono canzoni molto frivole ma molto
divertenti e trascinanti contro il quale noi non abbiamo nulla, anzi le
suoniamo anche, pero' non ci si puo' esimere secondo noi da raccontare
i problemi
RADICI
PARTE TERZA...(2001)
D: Non vorrei
farvi diventare commentatori elettorali ma domenica (14 maggio 2001) abbiamo
avuto l'ennesima dimostrazione che il mondo gira 'alla rovescia'...
R: Abbiamo una ragione in piu' per dire che il mondo non gira per il verso
giusto, pare che giri alla rovescia, ma d'altronde era annunciato, no?
D: Parlatemi del
nuovo capitolo di Radici Nel Cemento: un nuovo CD e anche un cambio di
etichetta...
R: Con la Gridalo Forte, nonostante tutti i pregi che ha questa eroica
etichetta, ci rendevamo conto che non tutte le possibilita' di farci sentire
erano sfruttate: la nostra volonta' e' invece di far sentire la nostra
musica il piu' possibile, anche fuori dai circuiti in cui ci siamo mossi
in questi ultimi anni, quindi abbiamo fatto 'Alla rovescia' con una distribuzione
che dovrebbe essere ben piu' efficace della distribuzione che abbiamo
avuto in precedenza.
Il CD comunque lo abbiamo autoprodotto, e' nostra la produzione artistica
e la produzione esecutiva. La distribuzione dovrebbe essere piu' capillare
di prima e non dovrebe escludere gli ambiti di prima ma semmai ampliarli.
Con Gridalo Forte siamo ancora in buoni rapporti ed in stato di collaborazione:
abiamo di recente registrato materiale per un CD dal vivo a Roma al Villaggio
Globale pochi giorni fa e la Gridalo Forte Records collaborava al progetto...
D: Il CD dal vivo
uscira' per la Gridalo Forte?
R: No, uscira' per il Manifesto perche' abbiamo registrato nel contesto
della festa di autofinanziamento del Manifesto.
D: Quando uscira'?
R: Uscira' a settembre e conterra' materiale nostro, di Kenze Neke, 99
Posse...
D: Avete contattato
voi la Bloom o siete stati cercati?
R: Ci siamo incontrati: li abbiamo contattati per poter suonare al Bloom,
il loro locale vicino a Milano e in seguito la collaborazione e' venuta
spontanea perche' il caso ha voluto che nel frattempo loro pensassero
ad un progetto piu' ampio di management di gruppi ed anche di produzione...
D: Da quanto tempo
lavorate a 'Alla rovescia'?
R: 'Alla rovescia' raccoglie e sintetizza le nostre esperienze degli ultimi
due anni in cui abiamo fatto moltissimi concerti stabilendo un ottimo
contatto con il nostro pubblico e anche suonando con personaggi illustri
come Alton Ellis, Fermin Muguruza, Laurel Aitken. Il nostro stile e' maturato
e le esperienze sintetizzate in questo nuovo CD.
D: Ai primi ascolti
direi che e' presente la solita anima dei Radici Nel Cemento...
R: I filoni musicali che ci hanno rappresentato fino ad oggi sono in effetti
tutti rappresentati nel nuovo CD ed infatti e' molto vario: c'e' lo ska,
c'e' il roots reggae, il ragamuffin, il dub...Ci sono addirittura alcune
novita' di tipo tecnico per noi cioe' l'uso dei campionamenti, un pizzico
di elettronica qua e la e questo e' molto interessante e per noi molto
stimolante.
Adesso infatti anche dal vivo la nostra Evy, tastierista presa in prestito
dalle Tremende, manovra anche i campionamenti oltre a suonare piano ed
organo...
A proposito di Evy mi sembra che nel reggae sia in Italia che all'estero
e' difficile vedere presenze femminili sul palco e quindi siamo molto
contenti della sua presenza.
D: Parlatemi un
po' dei vostri brani preferiti di 'Alla rovescia'...
R: Per noi e' difficile dare giudizi: li sentiamo come nostri figli...sono
tutti importanti. 'Alla rovescia' e' stato scelto come pezzo di punta
del disco ed infatti lo intitola, perche' pensiamo sia un brano molto
accessibile ed originale dal punto di vista melodico e del testo. Altri
brani invece hanno testi piu' improntati alla riflessione ed altri ancora
piu' leggeri di 'Alla rovescia'. Abbiamo toccato in maniera maggiore che
in passato temi come il sentimento.
Un brano molto interessante e' 'Dub fi Mumia' in cui abiamo fatto il dub
di 'Liberatelo' aggiungendo dei brani in cui si sente la vera voce di
Mumia Abu Jamal rintracciati in rete, scelti anche per la musicalita'
per comporre una sorta di Dub Poetry. E' un dub arricchito da questa voce
che rappresenta la voce di chi dovrebbe essere senza voce...
'Dedica' invece e' dedicato a Silvia Baraldini ed ispirato dalla sua condizione
ed era stato iniziato quando lei era ancora negli Stati Uniti ed ultimato
quando dopo il suo rientro c'e' stato un po' un calo d'interesse generale
nei suoi confronti. Oltre all'inclusione nel CD il brano e' stato spedito
a lei in carcere insieme ad una lettera nostra personale scritta a lei
e dal mio punto di vista il brano ha una valenza abbastanza particolare.
D: Avete avuto
contatti con lei in seguito?
R: No, anche perche' le sue condizioni di salute restano non buone. Ci
basta comunque sapere che ha potuto leggere la nostra lettera ed ascoltare
il nostro brano...
Continuando, in 'Alla rovescia' c'e' anche una traccia CD-rom in cui abiamo
voluto mettere un po' tutto cio' che ci riguarda, da curiosita' e disavventure
che ci sono successe, a tutti i nostri concerti e alcuni volantini, la
discografia ed un po' tutto cio' che ci riguarda...
Vogliamo citare le persone che hanno collaborato con noi: Bruno Avramo
della Fattoria Sonora (Roma) che ha registrato e mixato il CD, Madaski
che ha mixato 'Echelon',uno scatenato Roy Paci ed i nostri amici dei Nidi
D'Arac, Tribu' Acustica e Ramiccia che ci hanno dato una mano con il loro
prezioso apporto durante le registrazioni.
D: Negli ultimi
tempi siete stati sottorappresentati per cio' che riguarda le uscite discografiche:
vi disturba aver fatto dal vivo i brani nuovi prima che fossero inclusi
in un disco.
R: No, anzi era abbastanza importante per collaudarli. L'importante e'
che ci si limitasse ad alcune anticipazioni e che non si suonasse tutto
il disco.
(un ringraziamento
dell'autore a Radio Citta' 103 ad all'Estragon)
Vibesonline.net - 2001
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