
MAD KID: Jugglin' Maestro!
A cura di: Pier Tosi
Sono ormai parecchi
anni che si parla di Jugglin' style come del piu'eccitante modo di selezionare
in dischi in una dancehall in cui si suonanole ultime tendenze provenienti
dalla Jamaica: questo stile creato dafondamentali sounds come Stone Love
in Jamaica, consiste notoriamente nel mixare in modo assai veloce e preciso
una big tune dopo l'altra mantenendo altissima l'eccitazione di chi sta
ballando e 'componendo' una sequenza potente ed inarrestabile di musica
a cui nessuno puo' resistere senza muoversi e manifestare la sua gioia.
Spiegato in questo modo il Jugglin'puo' sembrare una banalita' ma vi assicuriamo
che basta sentire una cassettadi Stone Love, o di qualsiasi big sound
jamaicano in serata per capire molto meglio di cosa stiamo parlando. L'alternativa
e' andare ad una dancehall nel vostro luogo reggae di fiducia perche'
ormai anche in Italia abbiamo alcuni cultori del Jugglin' style, il piu'
forte dei quali e' senz'altro il milanese Indi, anche
se ogni 'piazza' calda della dancehall in Italia ha isuoi campioni.
Mad Kid e' ancora molto giovane ma ha al suo attivo alcune
importanti esperienze nell'ambito della scena dancehall italiana: in questi
ultimi tempi e' cresciuto ulteriormente affinando la sua personale idea
del Jugglin' style e le sue selezioni recenti dimostrano una grande abilita'
e soprattutto una grande fantasia ed un notevole gusto nelle proposte
musicali. Un saggio delle sue capacita' e' un bel CD mixato intitolato
'Juggling back in the days'
da qualche tempo in circolazione e disponibile nei migliori negozi di
reggae italiano. Abbiamo intervistato Mad Kid esentiamo cosi' dalla sua
viva voce la sua storia e le sue idee in fatto di musica:
D: In che modo
ti sei avvicinato al reggae?
R: Il primo disco reggae l'ho comprato a dieci anni quasi inconsapevolmente,
perche' mi piaceva una canzone di Bob Marley. Ascoltavo varie altre cose
di black music attraverso mio fratello piu' grande. Qualche anno dopo
incominciavano a girare a Taranto le cassette dei Sud Sound System e si
formavano le prime crews come Sisma Sound e questo fermento mi ha avvicinato
definitivamente al reggae: andavo ai concerti dei Sud ed alle dances in
spiaggia. Nel 1998 sono venuto a vivere a Bologna ed ho iniziato a comprare
i dischi e a suonare in radio a Radio Kappa Centrale e l'anno successivo
sono entrato a far parte della crew di Kaly Weed. La prima dance di Kaly
Weed e' avvenuta nel febbraio 2000, poi ne sono seguite molte altre e
vari soundclashes: nel gennaio 2002 ho lasciato Kaly Weed ed ho iniziato
a suonare come Mad Kid collaborando con ospiti come Moddi, Metto Pati,
Soul Boy e Gopher suonando un po' in tutti i posti piu' caldi d'Italia.
D: Cosa ti
hanno lasciato i tuoi anni con Kaly Weed?
R: Il periodo passato con Kaly Weed e' stato per me molto importante e
mi ha permesso di crescere parecchio sotto il profilo della conoscenza
della musica. Una cosa fondamentale poi e' far parte di una crew e vivere
tutte le esperienze come all'interno di una famiglia, in un'atmosfera
di grande condivisione. Non a caso poi anche suonando come Mad Kid ho
scelto di farmi accompagnare da amici come quelli che ho nominato, perche'
non mi interessava un discorso di personaggio totalmente in solitaria.
D: Parlando
dei generi che prediligi: raccontaci un po' se c'e' stata una evoluzione
nel tuo stile.
R: All'inizio ascoltavo piu' le novita', i nuovi ritmi ragga o new roots,
poi mi sono accorto di quanto vasto sia il campo della dancehall e quindi
ora la mia selezione non si riduce alle nuove uscite e propone anche molto
materiale abbastanza datato ma suonato sempre inna jugglin' style.
D: Hai un
riferimento specifico come selecter?
R: A livello radiofonico amo molto lo stile di Chris Goldfinger, il dancehall
deejay inglese di BBC One. A livello di dancehall direi Stone Love, Tony
Matterhorn e tutti i selecters che suonano in modo molto fluido per far
ballare la gente senza troppe urla o arresti della musica e 'come again'
non richiesti. A livello italiano le dancehall di Bass Fi Mass ed il modo
di suonare di Indi sono stati per me una grandissima influenza.
D: Parlando
di Indi e della sua Jugglin' Academy: tu hai partecipato a tutte e tre
le sessions svolte fino ad ora. Raccontaci cosa pensi di questa idea di
spettacolo avuta da Indi ?
R: L'idea di Indi e' stata ottima ed ho aderito felicemente sin dalle
sue prime offerte di partecipare. Devo dire che e' una cosa diversa dal
solito ed e' quindi un lavoro che vuole superare un certo appiattimento
che talvolta si riscontra nelle dancehalls con le stesse solite selezioni
scontate e gli stessi speeches. Spero che il progetto prosegua e sia vissuto
sempre con grande intensita' da tutti quelli che parteciperanno perche'
trovo che sia una formula vincente e puo' avvicinare al reggae anche un
pubblico che mediamente non lo conosce ma che e' vicino alla 'club culture'
in generale. Credo sia una buona alternativa all'idea di copiare senza
originalita' quello che fanno ultimamente i sound systems jamaicani: intendiamoci,
non voglio criticare quello stile o chi si ispira a quello stile facendo
anche ottime cose, penso che comunque una maggiore varieta' di stili faccia
bene un po' a tutti. Comunque e' stato anche molto bello 'vivere' personalmente
le tre Juggling Academies anche perche' comunque ti ritrovavi circondato
da amici in grande sintonia generale, per fare la cosa che piu' ami e
ti diverte al mondo. E' stato bellissimo soprattutto a Milano trovarci
tutti insieme a fare questa cosa per la prima volta...
D: Rispetto
all'aspetto tecnico, ti alleni molto? Ci sono dei trucchi particolari
dietro alla tua idea di jugglin' style?
R: Una cosa molto importante e' il gusto personale, e questa e' una cosa
che ognuno si crea. L'allenamento: alcuni periodi sto sui giradischi giornate
intere ma possono passare anche settimane senza che li tocchi. Comunque
il jugglin' style come lo concepisco io e' una cosa metodica, non improvvisata,
molto preparata con dei mixes concepiti prima.
D: Quanta
flessibilita' c'e' rispetto al punto in cui decidi di mixare due particolari
brani?
R: Un mix me lo preparo e cerco sempre di fare in modo che esca sempre
molto simile.Per esempio passo anche un quarto d'ora per capire il punto
preciso in cui avviene il mixaggio, quando ho capito che due pezzi stanno
bene in sequenza. La preparazione e' quindi notevole perche' la velocita'
e la precisione si acquisisce con l'allenamento, a parte il talento che
hai di base.
D: Puoi parlarci
del tuo CD appena uscito?
R: Era un po' di tempo che volevo fare un CD di jugglin' style: e' un
CD mixato come ormai ce ne sono tanti, provenienti perloppiu' dalla scena
jamaicana ed USA. Ho utilizzato quasi tutti 'oldies' per la maggior parte
degli anni '80 e '90 per mettermi un po' in controtendenza a questi ritmi
spettacolari di oggi tipo il Diwali o il Bollywood che si sentono ovunque,
anche se un mio prossimo progetto prevede materiale piu' recente con vari
remixes ragga-hip hop. E' stato fondamentale il supporto di Marcello Godzilla
e del suo studio in cui le selezioni sono state registrate. Hanno cantato
Soul Boy, Metto Pati, Gopher e Moddi e sono stati tutti fondamentali per
me dal momento in cui ho lasciato Kaly Wee. Soul
Boy mi ha sempre dato buoni consigli, insegnandomi sempre anche la corenza.
Moddi, Gopher e Metto Pati sono grandi amici e rappresentano per me l'ideale
dell'MC che ha sempre cose interessanti e stimolanti da dire. Ognuno dei
quattro vocalists ha cantato liriche personali che sentono molto, per
caso tutte liriche un po' 'arrabbiate'. Spero sia un CD che diverta molto
chi lo ascolta.
Vibesonline.net - 2003
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