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Artist: Various Artists
Titles: Sleng Teng '85 Extravaganza - Sleng Teng Resurrection
Label: VP
Recensito da: Pier Tosi
A metà degli anni ottanta le tecnologie digitali stavano facendo
un graduale ingresso nella scena del reggae ma un evento particolare accelerò
esponenzialmente questa tendenza: negli studi di Prince Jammy i due cantanti
Noel Bailey e Wayne Smith ed il musicista Tony Asher stavano giocherellando
con una tastierina Casio Music Box e cambiando gli accenti ad un ritmo
rock and roll già nella dotazione della macchina scoprirono un
sensazionale ritmo reggae. La leggenda vuole che i tre non salvarono i
settaggi perdendo il ritmo ma che rimettendosi pazientemente al lavoro
riuscirono provvidenzialmente a ritrovarlo. Tony Asher forni’ gli
ultimi ritocchi sonori e Jammys lo utilizzò per il primo ed inimitabile
cut di Wayne Smith intitolato ‘Under me sleng teng’. Jammys
sbaragliò il rivale Black Scorpio proprio a colpi di ‘Sleng
teng’ in un famoso soundclash il 23 febbraio 1985 e nulla fu più
come prima: ai suoni digitali bombardati dai possenti sound systems giamaicani
venne tributato un vero e proprio delirio da parte delle folle danzanti
ed in pochi mesi le versioni dello ‘Sleng Teng’ raggiunsero
un imprecisato numero a tre cifre vicino a cinquecento. Dopo aver fatto
la stessa cosa nel 1995 per il decennale, King Jammy (il titolo di re
gli è stato attribuito alla morte di King Tubby nel 1989) mette
in scena quest’anno la celebrazione ventennale dello Sleng Teng
riddim ritoccandolo all’occorrenza e preparando una ventina scarsa
di nuove versioni con il meglio degli artisti reggae del 2005, mentre
la VP Records mette in circolazione in parallelo questi due CDs con tutti
i cuts dell’originale del 1985 e le diciassette nuove rielaborazioni
del 2005. Cominciando dagli originali, la prima ed inimitabile tune di
Wayne Smith conserva immutata il suo enorme fascino di ‘diamante
grezzo’, seguita a breve distanza per intensità da ‘Buddy
bye’ di Johnny Osbourne, la selvaggia ‘Call the police’
di John Wayne e ‘Pumpkin belly’ di Tenor Saw. Altri campioni
come Cocoa Tea, Sugar Minott e Nicodemus sono presenti con degne versioni
e qualche sorpresa arriva anche dal gruppone dei misconosciuti della scuderia
Jammys di quei tempi, Woodie Noble e Eccleston Jarrett in testa. Passando
all’ascolto delle versioni del 2005 l’idea generale è
che le rivisitazioni non raggiungano la freschezza degli originali e nessuno
degli artisti coinvolti abbia fornito una prestazione talmente potente
da riattualizzare degnamente il ritmo. In apertura del CD Bounty Killer
duetta proprio con Wayne Smith in una tune ‘specifica’ intitolata
‘Sleng Teng resurrection’. Bushman e Ras Shiloh forniscono
buone prove in chiave melodica, Luciano ritorna con una bella lirica ai
vecchi tempi della dancehall in cui Sleng Teng dominava, ma la cattiveria
agonistica necessaria per avvicinarsi all’originale di Wayne Smith
arriva maggiormente da ‘No fear’ di Anthony B, Sizzla e la
sua ‘Someone loves you’, da ‘Mr. Murder’ di Ward
21 e ‘Informer & Spy’ di Ricky General. Un altro spunto
interessante dell’ascolto incrociato di questi CDs è il cambiamento
nello stile vocale degli artisti dei nuovi cuts rispetto al modo di cantare
degli artisti che per primi cavalcarono questo storico ritmo nel 1985:
il dancehall reggae si rinnova tenendo comunque costantemente d’occhio
la sua tradizione.
Vibesonline.net - 2005
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