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Artist: Tanya Stephens
Title: Rebelution
Label: VP
Recensito da: Pier Tosi
Tanya Stephens è probabilmente la cantante più importante
della scena reggae attuale e lo è perché scrive grandi canzoni
su temi importanti e non ha paura ad affrontare argomenti controversi
ed a sfidare i troppi stereotipi legati alla società in cui vive
ed all’ambiente all’interno di cui lavora. Nonostante il lancio
costituito da ‘It’s a pity’ il suo CD precedente ‘Gangsta
blues’ la vedeva come una sorta di cantautrice reggae più
a suo agio nel cantare ballate accorate che a celebrare la conturbante
immagine della ‘dancehall diva’. Questa tendenza è
ancora più accentuata in questo nuovo CD che già dal titolo
aspira a dare un contributo a spazzare via cinismo ed ipocrisia verso
un cambiamento interiore che contribuisce poi a cambiare in meglio i rapporti
interpersonali a tutti i livelli. Già in apertura Tanya dichiara
apertamente la forza del suo intento con ‘Welcome to the rebelution’
e ‘Who is Tanya’. Chi si aspetta tracce travolgenti dal punto
di vista musicale rimarrà deluso: la forma musicale predominante
di ‘Rebelution’ è la ballata, il più delle volte
sviluppata su un delicato ritmo ‘one drop’ retto dal ‘frap’
della chitarra oppure cullata da tranquilli ritmi dancehall o sinuosi
‘grooves’ souleggianti. I brani dai ritmi reggae più
accentuati sono ‘To the rescue’, uscita su singolo sull’Half
Way Tree riddim e ‘To the limits’. Il brano che sta portando
più fortuna a questo ‘Rebelution’ è senza dubbio
‘These streets’, una magnifica ballata di una donna trascurata
dal suo uomo che parla in prima persona evocando immagini assai poetiche.
‘Come a long way’ (in origine si chiamava ‘Rosa’
in onore di Rosa Parks) si rivolge direttamente a Malcolm X e Martin Luther
King per evidenziare di come i loro sogni e le loro speranze siano ancora
oggi disattesi. Nei venti brani di ‘Rebelution’ Tanya ha veramente
tanto da dire sui rapporti tra uomo e donna, sull’educazione, la
politica, il bisogno di nascondere l’ignoranza dietro ad atteggiamenti
violenti da ‘macho’ di molti uomini ed addirittura sull’omofobia
che attanaglia la società giamaicana. ‘Sunday morning’
è una sorta di sermone parlato che se la prende con gli atteggiamenti
ipocriti delle religioni. Per chi vi scrive il brano più toccante
del CD e’ ‘Do you still care’, la ballata in cui la
vibrante voce di Tanya ed una lirica bellissima sull’accettazione
di chi è diverso da te basata sull’amore riesce veramente
a toccare il cuore! Questo disco è a suo modo un capolavoro e merita
attenzione: il nostro consiglio è quello di riporre preconcetti
ed aspettative ad ascoltarlo e soprattutto dedicare un po’ di tempo
alla lettura dei testi assolutamente fondamentali.
Vibesonline.net - 2006
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