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Artist: Horace Andy
Title: Natty Dread A Weh She Wants
Label: Trojan
Records (distribuito in italia da Goodfellas)
Recensito da: Pier Tosi
L’iniziativa della storica Trojan label
di ristampare degli albums classici della storia del reggae sfruttando
lo spazio in piu’ del formato CD per aggiungere preziose bonus tracks
sta dando buoni risultati. ‘Natty dread a weh she wants’ è
il frutto del sodalizio di Horace ‘Sleepy’ Andy e Tappa Zukie,
noto deejay e produttore di notevole materiale roots con Prince Allah,
i Knowledge e Junior Ross & The Spear. L’album fu realizzato
in UK nel 1980 sulla scia del buon successo del maxi-single dallo stesso
titolo in cui Horace è affiancato dal toasting del suo produttore
in veste di deejay. Stiamo parlando di un solidissimo set roots con Horace
Andy al suo meglio nel periodo in cui stava passando dalle importanti
collaborazioni con Bunny Lee ed Everton Da Silva all’affiliazione
alla newyorkese Wackies per cui sarebbe poi uscito nel 1983 il notevolissimo
‘Dancehall style’. Nonostante ci siano episodi in puro stile
‘steppers’ molto anni ’70 come per esempio ‘Raggamuffin’,
‘Run Babylon’ e ‘Treasure of love’ o reminiscenze
‘rockers style’ in ‘Freedom’, inizia gia’
a sentirsi in questo lavoro in tracce come la title track, ‘If I
wasn’t a man’ e ‘Love me baby’ il vento che porta
ai ritmi lenti e sinuosi della dancehall di inizio ’80. Alle dieci
tracce che costituivano l’album correntemente in circolazione nella
sua release originale Trojan aggiunge ben otto bonus. Non potevano non
essere presenti le versioni 12” di ‘Natty dread a weh she
wants’ e ‘Raggamuffin’ in cui insieme alla particolarissima
voce del cantante troviamo lo stile colorito ed elementare di Tappa Zukie
nella coda ‘deejay style’. Per il resto abbiamo le versioni
estese di ‘If I wasn’t a man’ e ‘This must be
hell’ e quella di ‘Brutality’ dove Horace ospita il
deejay Massive Dread in una buona prestazione. Gli altri tre bonus, tutti
prodotti da Tappa Zukie ma non presenti nell’album, sono ‘Easy
come easy go’, ‘Close to me’ e ‘Got to be sure’
in cui troviamo la voce femminile della misconosciuta Debbie Rivers. Purtroppo
nel booklet non ci sono molte informazioni riguardo ai musicisti e agli
studi usati ma probabilmente si tratta del nucleo di musicisti di Channel
One (quelli che nei dischi prodotti dagli Hookim Brothers si chiamavano
Revolutionaries) sotto la supervisione al mixer di un giovanissimo Scientist.
Su Vibes On Line puoi leggere anche:
Intervista con Horace Andy
Profilo e discografia di Horace Andy
recensione 'Living in the flood'
Recensione 'Deep roots' (Tappa
Zukie)
Vibesonline.net - 2006
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