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Artist: Turbulence
Title:Nah Sell Out
Label: Jet Star
Distribuito in Italia da Goodfellas
Recensito da: Pier Tosi
L’idea che mi sono fatto seguendo negli ultimi
anni Turbulence e’ quella di un ottimo artista ma ancora incapace
ad azzeccare la big tune che si suonera’ per anni e anni nelle yards
di mezzo mondo e restera’ indelebilmente nella storia del reggae.
Questo non ha comunque impedito all’artista di Kingston di ottenere
un nettissimo primo posto nelle charts giamaicane lo scorso anno con ‘Notorious’,
un pezzo lento e sinuoso molto contaminato con l’hip hop. Mentre
sembra che un altro CD di Turbulence sia presto in uscita sulla VP Records
(dovrebbe contenere ‘Notorious, anzi probabilmente la traccia ne
sara’ la title track), la inglese Jet Star fa uscire questo ‘Nah
sell out’, prodotto dal reggae deejay radiofonico giamaicano di
RJR Richard Burgess congiuntamente con il veterano Syl Gordon. L’inizio
di questo lavoro e’ veramente forte con ‘Nah sell out’
a ricordare molto ‘Notorious’ e la cavalcata roots di ‘Firm’
a seguire a stretto contatto. Con ‘Motherless Fatherless’
riaffiora un vecchio ritmo prodotto da Syl Gordon dall’andamento
dancehall-hip hop: Turbulence snocciola liriche ‘conscious’
e sembra in questi primi pezzi veramente all’altezza della situazione.
Dai suoi esordi il riferimento stlistico piu’ forte per lui e’
Sizzla e nonostante un certo affrancamento, la somiglianza con l’artista
di August Town resta forte (anche sul versante delle liriche) soprattutto
in tracce dancehall e hip hop come ‘Child of Melchizedek’
e ‘Feeling da vibe’ rispettivamente. Nella parte centrale
di ‘Nah sell out’ Turbulence si rilassa maggiormente su pregevoli
‘one drop’ riddims come ‘We shall never fail’
e ‘Born fi this’. Il momento piu’ toccante di ‘Nah
sell out’ per chi vi scrive arriva con ‘In your arms’
e di seguito ‘Come on’: in queste tracce ritorna la magia
del roots lento (ma non troppo) e avvincente dei primi brani di Turbulence
prodotti dal suo scopritore ‘Fatis’ Burrell e la dolcezza
dell’impostazione vocale sembra proprio riportarci indietro di quattro
o cinque anni. Proseguendo nell’ascolto ‘Brighter day’
e ‘Rasta’ fanno svanire l’incanto e ci riportano ai
suoni piu’ duri del ‘bashment’. Per il resto il mieloso
nyabinghi di ‘Sweet praises’ e’ la traccia peggiore
dell’album, ‘Don’t waste my time’ con la sua sbiadita
dancehall non alza ulteriormente il livello e ‘Nah sell out’
si chiude con la versione ‘acapella’ della title-track. In
questo lavoro Turbulence merita qualcosina di piu’ della sufficienza
piena ma siamo abbastanza lontani dal capolavoro. Questo sing-jay comunque
continua a spingere le vibes: vediamo cosa ci fara’ sentire nel
prossimo Cd in uscita.
Vibesonline.net - 2006
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