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Artist: Warrior King
Title: Hold The Faith
Label: VP Records
Recensito da: Pier Tosi
Che questo ‘Hold the faith’ fosse ultimato
ed in attesa di pubblicazione (era previsto inizialmente per lo scorso
mese di febbraio) lo avevamo saputo dallo stesso Warrior King poco meno
di un anno fa e di sicuro il notevole ritardo di pubblicazione non ha
giovato a questo giovane artista in un momento in cui l’arrivo in
scena di tanti altri nuovi talenti fa insorgere anche aspetti di sana
competizione all’interno della scena new roots giamaicana. Dopo
quindi piu’ di otto mesi è arrivato il secondo lavoro di
Warrior King e dobbiamo dire che non fa rimpiangere le attese: dopo una
intro vocale che ribadisce la fede Rasta, l’inizio è di quelli
tosti con in fila ‘Hold the faith’ (sullo ‘Stress’
riddim di casa Calibud), ‘Everyday’ (sul Forever Loving Jah
di Marleyana memoria) e ‘Can’t get me down’ (il riddim
stavolta e’ il Clockwise di Bobby Digital). Come si è capito
l’inizio è all’insegna del roots incontaminato ed i
migliori effetti su questo fronte vengono raggiunti da Warrior King intorno
alla meta’ esatta del CD con ‘Freedom’ e ‘My life’.
Da qui l’atmosfera si alleggerisce con la parte delle love song
e cioe’ ‘I wonder’ ma soprattutto ‘Another love
song’ (sull’Hold On riddim ma non uscita su singolo) e la
nota ‘Baby girl’. Il tema della educazione delle giovani generazioni
viene ripreso dal ‘re guerriero’ in ‘Education’
che con il suo ritmo soca e la cantilena infantile appare veramente diretta
agli ascoltatori piu’ piccoli direttamente interessati all’importante
messaggio gia’ sviluppato dal King in un suo hit per Penthouse.
Nel finale si torna sul roots addirittura con la ripresa di ‘Marcus
Garvey’ di Burning Spear di ‘Judah’, con la gioiosa
‘Warrior’ ed il conclusivo nyabinghi di ‘Motherland
awaits’ inneggiante al ritorno all’Africa. In sedici tracce
Warrior King da il meglio di se sciorinando brani usciti su singolo e
gia’ cavalli di battaglia del suo repertorio e qualcosa di notevole
anche tra le cose ancora inedite. La produzione spartita tra Calibud,
Penthouse e Digital B è decisamente all’altezza della situazione:
Warrior King conferma il suo talento e anche se alle volte il suo stile
risulta un po’ troppo ‘cantilenante’, negli episodi
migliori come ‘Freedom’ e ‘Judah’ mostra di essere
ancora una delle migliori voci new roots in circolazione.
Vibesonline.net - 2005
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