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Artist: Fantan Mojah
Title: Hail The King
Label: Greenslevees
(distribuito in italia da Goodfellas)
Recensito da: Pier Tosi
Dopo la classica ‘gavetta’ in giro negli studi di registrazione
di Kingston Fantan Mojah ce l’ha fatta ed è diventato uno
dei personaggi di punta della scena new roots. Come gli altri esponenti
di questa nuova ondata di giovani cantanti Rasta questo artista evita
accuratamente le tentazioni ‘secolari’ della dancehall o la
ricerca dell’effetto ‘crossover’ in altri mercati e
si dedica ad innalzare la consapevolezza della sua gente attraverso un
approccio molto ‘conscious’ ed un suono roots comunque mai
scontato e sempre molto attuale. Il copione di ‘Hail the King’
non è dissimile da quello di lavori di esordio di altri giovani
usciti quest’anno e cioè una panoramica della tunes migliori
di Mojah che hanno già spopolato su singolo, unite ad altri brani
non ancora editi con il compito di raggiungere nel migliore dei modi la
adeguata lunghezza di un lavoro di lunga durata. Alla prima categoria
appartengono senz’altro la lenta e spirituale ‘Hail the King’
e ‘Hungry’, entrambe arrivate al primo posto della classifica
giamaicana. Già abbastanza note ai selecters di tutto il mondo
sono anche l’accorata ballata ‘Corruption’, l’impetuoso
roots di ‘Don’t bow out’ e le dolci e suadenti ‘Thanks
& praise’ e ‘King of Kings’ prodotte rispettivamente
da Don Corleon sul suo ‘seasons’ riddim e da Bobby Digital
sull’ ‘Hold on’ riddim. Per il momento Mojah non brilla
in versatilità ma padroneggia in modo avvincente un suo peculiare
registro stilistico molto adatto per brani reggae lenti e sinuosi o addirittura
ballate acustiche dal sapore ‘nyabinghi’: in ‘Nuh build
great man’ unisce la sua voce con grande effetto a quella di Jah
Cure in una grande roots tune il cui ritmo viene ripreso di nuovo nella
finale ‘Will I see you again’. Nel primo cut di ‘Corruption’
il giovane Rasta si scaglia contro la corruzione su un ritmo che ricorda
molto il classico ‘Golden hen’ di Tenor Saw e tra i brani
più riusciti troviamo anche le altre combinations ‘Rastafari
is the ruler’ e ‘Authentic love’, entrambe con Mr. Flash
e ‘Uplift yourself’ con la band guyanese ‘First born’.
Fortunatamente l’utilizzo scontato di ritmi classici è evitato
dalla Downsound Crew ed in alcune occasioni come ‘Feel the pain’,
‘Search’ ed il secondo cut di ‘Corruption’ presente
del CD si fa ricorso con buoni esiti a sonorità molto moderne e
quasi soul e queste sono le uniche concessioni al suono ‘black urban’
USA che in Giamaica gode sempre di grande considerazione. In diciotto
tracce Fantan Mojah si mette in gioco con grande intensità ed attraverso
la bellezza dei suoi testi ‘conscious’ e vince sicuramente
producendo uno dei migliori CD reggae del 2005 ed un convincentissimo
esordio, reso ancor piu’ succulento dalla presenza nel packaging
dei videos di ‘Hail the King’ e ‘Hungry’.
Vibesonline.net - 2006
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