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Artist: Luciano
Title: Child Of A King
Label: VP
Recensito da: Pier Tosi
Per chi vi scrive Luciano è un artista speciale, un cantante
in grado di raggiungere notevoli picchi di intensità emotiva: non
so se è il fatto di aspettarmi sempre grandi emozioni da lui e
forse chiedergli un po’ troppo ma mi pare che negli ultimi anni
questo artista non ha usato il suo talento come avrebbe dovuto alternando
ad alcune fiammate di classe pura molti brani abbastanza discutibili.
Questa situazione è in parte riflessa da questo ‘Child of
a King’ che è un lavoro eccellente ma mette in evidenza comunque
alcune debolezze. Ad un nucleo centrale di tredici tracce prodotte da
Byron Murray per l’etichetta In The Streetz sono state aggiunti
due dei maggiori hit singles di Luciano degli ultimi due anni con l’intento
evidente di farli apparire su un album di buona visibilita’ (l’etichetta
VP e’ una delle piu’ importanti case discografiche del reggae)
e rendere il prodotto un po’ piu’ sostanzioso. Stiamo parlando
di ‘For the leaders’, prodotta da Don Corleon sul magnifico
Drop Leaf riddim e del cut dell’Hard Times ‘Silver & gold’
uscita sull’etichetta Gibbo. Queste due sono di sicuro le tracce
migliori. Tra le tracce targate In The Streets c’e’ poi un
nucleo di accorate canzoni roots in minore di livello piuttosto alto e
cioe’ ‘Can’t take no more’, ‘This one for
the children’ (per chi vi scrive queste sono le due migliori prove
dell’album), ‘Watch what you doin’, ‘So much goin’
on’ e ‘International cannabis’. Luciano indugia anche
in covers non azzeccatissime come ‘Young, gifted and black’
(in duetto con un ottima cantante purtroppo non risultante negli scarni
credits della copertina), ‘Desperate lover’ e ‘Peace
train’: per gli amanti della precisione i tre originali appartengono
rispettivamente a Nina Simone (anche se la versione reggae di riferimento
e’ quella di Bob Andy/Marcia Griffiths), Bob Andy e Cat Stevens.
I punti piu’ deboli del CD sono i leggeri episodi reggae/pop con
venature gospel come ‘New world in the morning’ o tracce ‘routinarie’
come la title-track o ‘Brother man’. Meta’ di ‘Child
of a king’ è come abbiamo detto su livelli notevoli e questa
meta’ assicura a questo lavoro una sufficienza piu’ che piena:
peccato che si è un po’ persa l’occasione per produrre
un lavoro che colpisse maggiormente nel segno.
Vibesonline.net - 2006
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