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Italian stream of vibes 1997
A cura di Pier Tosi
Tengo a precisare che i numerosi lavori di reggae italiano vengono
accomunati in questo articolo non per separarli dagli altri dischi di
reggae, ma per sottolineare piacevolmente il fatto che ultimamente in
Italia le produzioni siano numerose e ci sia una crescita qualitativa
e quantitativa nonostante le solite mille difficolta'.
Cominciamo con una bella novita' per cio' che riguarda le auto produzioni:
la comparsa del formato vinile sette pollici (per intenderci i piccoli
45 giri) tanto caro ai reggae maniaci. Il primo quarantacinque viene da
Lecce ed e' il primo lavoro della neonata WASTASI records. Il disco e'
inciso a nome Gopher & Mesciu Tara e i due titoli sono 'Scuddhrica
dub' e 'Wastasi (dub specialist)'. Siamo nei territori del dub vecchio
stile (per intenderci quello di King Tubby) sia come attitudine che addirittura
come suoni, quindi ritmi ipnotici, grandi rullate e starts-stops tra valanghe
di echi e riverberi.
Complimenti quindi a Gopher & Mesciu Tara per la scelta radicale del tema,
confermata da un ottimo lavoro da inserire senza timori in una qualsiasi
dub selection di buon livello, e attendiamo i prossimi lavori della Wastasi
rec. che a quanto sembra non si occupera' soltanto di reggae music.
L'altro 45 giri arriva dalla One Love Hi Pawa posse, vale a dire uno
dei vertici italiani della passione e della diffusione della musica reggae.
'Euforia' di President Arpi & the Collatinians e' un'ottimo esempio
di dancehall reggae italiano completamente suonato da una backing band,
i Collatinians, creati per l'occasione. Bella base 'Bubbling'con energia
e bei riffs di fiati per la sincera lirica di President Arpi che '...forse
e' un po' stonato, magari nun va a tempo, pero' quando canta lui ce mette
er sentimento...'; una sorta di 'Wise man doctrine' in romanesco con l'ormai
mitico Bella Prova Stylee. Complimenti anche a One Love e speriamo ben
presto di essere sommersi se non da centinaia, almeno da decine di singoletti
made in Italy.
Parlando di lavori di lunga durata ci sono due progetti molto interessanti
che giungono dalla scena reggae veneziana. 'To the children' e' una cassetta
autoprodotta da 'Fightin' sisters', una band composta da otto ragazze
esistente dal 1994, ma che ha avuto nel '96 il 'battesimo del palco' e
da allora ha intensificato la attivita' live soprattutto nel triveneto.
Questa attivita' e' culminata nel concerto di supporto ai Black Uhuru
a mestre nell'ottobre del 1996. Sulla cassetta cinque brani piu' due dub
versions: suoni molto roots (no digital stuff!), buon cantato e armonie
vocali per cinque composizioni tutte su buoni livelli. Insomma una buona
attitudine per questo lavoro di esordio tutto ispirato dalle vibrazioni
positive e dala gloria di Jah Rastafari. L'unico difettino riscontrabile
e' una piccola incertezza generale tipica di un lavoro di esordio, tra
l'altro anche autoprodotto e immagino, non navigando nell'oro. Visto come
hanno bruciato le tappe in questi anni credo che ben presto risentiremo
'Fightin' Sisters'nel proseguimento di quanto brillantemente intrapreso
con 'To the children'.
Voltiamo pagina e parliamo di Tribu'. Tribu' e' un collettivo
creato da musicisti militanti in altre reggae esperienze, passate o presenti,
sempre riguardanti la scena veneziana, Radio Rebelde, Mixtury o Kito Roots.
Il lavoro in questione si chiama 'Ascolto' ed e' un CD autoprodotto con
nove tracce. Nonostante le influenze siano svvariate (musica indiana,
latino-americana, hip hop) 'Ascolto' si rivela un album piuttosto omogeneo,
dedito a un reggae lento e molto meditativo, e come nel caso delle Fightin'
Sisters (ma in modo meno esplicito) misticheggiante. Sicuramente e' un
lavoro molto ben riuscito, magari non originalissimo, ma sin dai primi
ascolti rivela la buona preparazione e l' ispirazione dei musicisti impegnati
nel progetto. A tratti le linee melodiche ricordano i Radio Rebelde e
un'ispirazione simile a quella della band di Dario (tra l'altro implicato
nel progetto) e Ubi, comunque 'Ascolto e' molto consigliato, in particolare
agli amanti delle nitide ed evocative atmosfere del nuovo roots inglese:
e' una ottima colonna sonora per caldi e sonnacchiosi pomeriggi estivi
di ozio e meditazione (purtroppo molto rari per il sottoscritto: Babylon
makes the rules...)
Restando nel tanto discusso NordEst (di cui tra l'altro stiamo mostrando
in queste righe e in queste bands una testa di ponte contro l'ignoranza
e la discriminazione) parliamo di un collettivo che, non fosse per la
sporadicissima scadenza di uscita di Vibes, meriterebbe un maggior spazio.
Sto parlando dei bergamaschi Reggae National Tickets : una band
dalla giovane eta' anagrafica che ha fatto passi da gigante in questi
anni e rappresenta sicuramente una nuova forza nel reggae italiano. RN
Tickets si sono guadagnati anni fa la selezione ad Arezzo Wave e lo scorso
anno hanno realizzato 'Squali', un ottimo CD d'esordio autoprodotto. Parlando
in sintesi di 'Squali' lo definirei un ottimo disco di reggae totalmente
in lingua italiana, quasi completamente su atmosfere di roots classico
ed abbastanza in sintonia con l'attitudine Africa Unite (e' proprio Big
Mada che si occupa del mixaggio del disco). A detta della band, 'Squali'
gia' al tempo dell'uscita non rivelava piu' le direzioni della band, rivolta
verso un new reggae aperto a 360 gradi alle infuenze, soprattutto del
soul e ai nuovi suoni Jungle e Hip hop. Ora nel 1997 esce il loro secondo
lavoro, ancora mixato da Mada e realizzato con la Nove Nove records dei
99 Posse. Il disco si intitola 'Un affare difficile' e rappresenta un
passo avanti rispetto al precedente: la influenza Africa Unite e' ancora
leggermente avvertibile, soprattutto in certi episodi, ma RN tickets si
muovono con autorita' in un potente e raffinato reggae rivolto alle influenze
di cui sopra. L'anima reggae assume vari colori : tra questi il roots-jungle
di 'Rude', il reggae-soul (mi ricorda certe cose dei primi Galliano) di
'Culture' in cui e' presente anche Speaker Zulu di 99Posse, e il reggae
ad alta carica emozionale di 'Reggae radio station' (a proposito: dal
sottoscritto i ringraziamenti da parte di un reggae radio DJ per averlo
composto e realizzato!!).
Ci avviciniamo alla fine del nostro viaggio cosi' torniamo verso sud
per parlare di alcuni lavori gia' da tempo in circolazione. Ancora da
Roma mi sembra doveroso menzionare Jahng e il loro CD omonimo mixato
da D Rrad di Almamegretta (ce ne siamo occupati su Vibes On Line).
Sempre da Roma un altro bel CD omonimo per Radici Nel Cemento
e pubblicato dalla label militante Gridalo Forte rec. Grazie ai legami
con la scena basca da parte della Gridalo Forte troviamo ad aiutare i
Radici Nel Cemento Kaki Arkarazo degli ormai disciolti Negu Gorriak, superband
di combat rockers baschi innamorati del reggae. In effetti nel bel disco
dei Radici troviamo tutti i riferimenti tipici della connection storica
Punk-Reggae: influenze dall'U.K. roots anni settanta, grande impegno sociale
e politico, un approccio con l'irruenza del punk in atmosfere che stanno
comunque dentro al reggae classico. Per menzionare qualche brano, la vibrantissima
'Tuoni e Lampi' e i due bellissimi dub.
Un altro grande brano dei Radici Del Cemento sta in una raccolta la
cui attinenza con cio' di cui si parla e' avvertibile fin dal titolo.
Stiamo parlando di 'Punk Reggae Party'. Il disco, sempre per la
Gridalo Forte, e' una compilation di gruppi italiani di vari generi (tra
questi Arpioni, Klaxon, Kenze Neke e Radio Zona Est) dediti qui appunto
a Punk Reggae. Molto consigliato agli amanti di Clash, Ruts e Stiff Little
Fingers. Ci troviamo 'Quietness' appunto, dei Radici Nel Cemento: nove
minuti di vibrazioni rasta, molto nello stile Burning Spear.
Concludiamo l'articolo con un altro interessante CD autoprodotto lo
scorso anno a Lecce, un'altra piazza che per cio' che riguarda il reggae
"brucia comu lu fuecu".... 'Polytricks' e' un altro CD autoprodotto nella
prima parte del 1996 dai Momboddo: si tratta di un album con brani
cantati e dub versions, tutto improntato su un suono affine al nuovo U.K.
dub con alcune raffinatezze virtuosistiche sulla scia di Augustus Pablo
e vari allievi. E' un lavoro d'esordio ben riuscito, che potrebbe sembrare
monotono al primo ascolto, ma contiene tracks molto ispirate e meditative,
nonche' prodotte molto bene.
Non me ne voglia Pier, se mi inserisco nel suo articolo con questa citazione
dei miei concittadini Suoni Mudu': il loro ultimo CD chiamato "Mica
Casuale Sara'" e' un grosso salto di qualita' rispetto al primo "Za!"
che soffriva di una registrazione troppo amatoriale. Su tutti i brani
spicca "Uomini d'onore" cantata da Enzo Rauzzino, una interpretazione
vocale da brivido per un testo allo stesso tempo semplice e profondo,
emotivo e lucido, nella migliore tradizione del conscious reggae. L'argomento,
molto sentito qui al sud, e' il malefico intreccio tra criminalitˆ e potere,
e la cruda messinscena alla "Benetton" della foto di copertina viene esorcizzata
con ironia sul retro del CD. La caratteristica del gruppo rimane questa
poetica "teatralita'" dei testi del performer Nico Caldarulo (grande amante
della reggae music, gia' percussionista dei Different Stylee), che scavano
nelle contraddizioni del potere in maniera surreale e pungente, con un
forte uso espressivo del dialetto barese. (Mimmo)
Vibesonline.net - 1997
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